STATUTO FONDAZIONE
(estratto)

Art. 1
Denominazione

E’ costituita la Fondazione denominata “ Istituto di promozione umana «Mons. Francesco Di Vincenzo»”

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Per contribuire alla diffusione ed al rispetto dei principi cristiani che ispirano le finalità e l’opera la Fondazione persegue lo scopo di promuovere e realizzare opere di bene nel campo socio-sanitario ed ecclesiale, conformemente all’ultima volontà espressa nel testamento olografo, pubblicato in Mazzarino, dal notaio Emanuele Scichilone in data 16.09.1983, dal fondatore Rev. Mons. Francesco Di Vincenzo, del quale si vuole ricordare l’opera, lo spirito di povertà, la riscoperta della pienezza del sacerdozio in seno alla Comunità “Ancilla Dei” di Enna del “Rinnovamento nello Spirito”, la docilità all’azione dello Spirito Santo, l’accostamento ai patimenti di Cristo, l’amore per il Padre Celeste, per la Chiesa e per ogni uomo, che lo animarono durante tutta la vita.

Lo scopo della Fondazione consiste nella promozione religiosa e culturale dell’uomo in ogni formazione sociale, favorendo l’attuarsi di iniziative di educazione e formazione cristiana, caritative e sociali, che esprimano compiutamente la risposta sia ai bisogni primari della persona, con particolare riferimento agli strati meno elevati della popolazione, ai minori, agli anziani e agli ammalati, sia alle necessità catechistiche e culturali, comunque la realizzazione di ogni iniziativa di alto interesse sociale, secondo la dottrina sociale della Chiesa. In particolare, la Fondazione promuove e realizza opere di bene, in favore delle formazioni sociali in cui l’uomo vive e svolge la sua personalità, la famiglia, la chiesa, la scuola e il lavoro, valorizzando la diversità di doni e carismi che lo Spirito Santo suscita, nella consapevolezza che la promozione e la dignità dell’uomo sono direttamente legate alla vita della famiglia, della Chiesa, della cultura e del lavoro.

Per perseguire tali scopi, la Fondazione si propone anche di favorire e sostenere la crescita e l’attività del gruppo comunitario “Ancilla Dei” e di altre realtà ecclesiali e di agevolare le vocazioni al sacerdozio. Essa ha durata illimitata nel tempo ed è disciplinata dalle leggi vigenti nonché dal presente statuto.

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Art. 3
Scopi ed attività

La Fondazione si propone di agire nei settori della beneficenza, istruzione, formazione, dell’assistenza sociale e socio-sanitaria.

Per perseguire tali scopi la Fondazione si propone di:

a)      sostenere gli studenti seminaristi meritevoli, capaci e privi di mezzi sufficienti, mediante misure economiche, borse di studio ed altre provvidenze determinate dal Consiglio di Amministrazione;

b)      realizzare e gestire centri di accoglienza e di formazione che promuovano iniziative centrate sulle quattro invarianti della Fondazione: Famiglia, Chiesa (Fedi e Dialogo Interreligioso), Scuola (Educazione e Cultura) e Lavoro. La posizione geografica della sede della Fondazione, Enna, ombelico della Sicilia e del Mediterraneo, rende questa istanza tale da assegnare al Centro stesso una peculiarità di Polo culturale, di integrazione sociale tra le etnie, le culture e le religioni del Mediterraneo, secondo la parola di Giovanni Paolo II: “se il Signore dimorerà in mezzo a Te, terra di Sicilia che emergi dal mare più ricco di storia, e nei secoli sei stata crocevia dei popoli, potrai svolgere anche nel futuro un ruolo provvidenziale di raccordo tra Oriente e Occidente e favorire l’incontro tra civiltà diverse su tutti riverberando la luce portata agli uomini dal Cristo, figlio di Dio e figlio di Maria. Se il Signore dimorerà in mezzo a Te, non dimenticarlo mai! Sta qui il segreto dei tuoi destini” (cf. i discorsi del Papa in Sicilia, ed. Lighea, Palermo, pag. 12);

c)      favorire la nascita e lo sviluppo di forme di vita comunitaria secondo il modello delle piccole chiese domestiche in cui la vita fraterna rende visibile la carità e la solidarietà umana ispirate dal Vangelo;

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d)      promuovere e realizzare tutti i servizi ed attività socio-assistenziali e socio-sanitarie previste dalla L.R. 09/05/1986 N. 22 e sue modifiche e integrazioni e nella legge quadro 08/11/2000 N. 328 e sue modifiche e integrazioni e delle diverse leggi di settore, a favore di persone anziane, portatrici di handicap disagiati fisici e psichici , soggetti affetti da dipendenze patologiche e comunque, di tutti coloro che si trovino in stato di bisogno per motivi sociali, fisici o psichici, economici e familiari;

e)      elaborare, realizzare e gestire attività e progetti che possono fornire e gestire servizi di natura socio-educativa e religiosa nonché di formazione extra scolastica della persona, con particolare attenzione alle realtà più svantaggiate dal punto di vista sociale, culturale ed economico;

f)       promuovere e sostenere ogni attività volta all’inserimento o al reinserimento nel mondo del lavoro di giovani inoccupati o disoccupati, apprendisti, cassaintegrati, personale in mobilità e quanti altri si trovino in stato di disagio nel mondo del lavoro o ai confini di esso, favorendo l’orientamento scolastico, la formazione e la riqualificazione professionale, il perfezionamento, l’aggiornamento e la specializzazione;

g)      favorire la creazione e lo sviluppo di un osservatorio delle povertà, delle emergenze e delle devianze sociali, volto a documentare le necessità emergenti e a programmare gli interventi del caso;

h)      promuovere e sostenere, anche in collaborazione con la rete dei servizi sociali territoriali e con le autorità ecclesiastiche competenti, attività di assistenza e di intervento sociale, volte a ridurre o a eliminare situazioni di disagio, emarginazione, marginalità e devianza;

i)        promuovere, sostenere e realizzare direttamente o indirettamente programmi organici e funzionali in favore delle nuove povertà, specialmente di quelle legate al mondo della detenzione, operanti in particolare per l’accoglienza dei minori sottoposti a pene alternative al carcere nel territorio della Sicilia e/o altrove e favorendone il processo di “liberazione integrale” (spirituale, etica, sociale, culturale), di integrazione sociale e di promozione nel contesto familiare, ciò in attuazione del nuovo e diverso “sentire” della cultura della giustizia, secondo il quale il carcere non può essere “l’unico rimedio” e “la conversione è l’unica vera pena richiesta”, poiché “in ogni persona c’è una persona da riabilitare e da salvare” (Card. Carlo Maria Martini);

j)        operare, nell’ambito della comunità civile e religiosa per promuovere una cultura comunitaria cristiana, capace di offrire opportuni sostegni alle famiglie fin dal loro nascere, e di restituire centralità ai bambini ed alle loro esigenze, nella consapevolezza che il bene della società “è fondamentalmente legato alla famiglia” (Famigliaris Consortio, 3);

k)      sviluppare e diffondere un’attenta lettura dei bisogni di famiglie, bambini e ragazzi che vivono in condizioni di disagio e/o di esclusione sociale, con l’intento di diffondere e promuovere risposte efficaci ed innovative;

l)        promuovere l’affidamento familiare e sperimentare, secondo le leggi vigenti e gli accordi con le autorità competenti, interventi di accoglienza in famiglie e comunità giovanili di tipo familiare, che rispondano a particolari situazioni di disagio di bambini e ragazzi;

m)    curare e diffondere direttamente o indirettamente pubblicazioni editoriali e multimediali elaborate e prodotte anche direttamente, attinenti alle proprie attività e finalità istituzionali e per il perseguimento di queste ultime, nonché sostenere, anche economicamente, programmi organici e funzionali nel settore dell’editoria, stampa e di riproduzione di supporti registrati nelle aree del Paese in ritardo di sviluppo;

n)      indire l’assegnazione periodica di un premio da destinare ad un’ originale ed inedita opera scientifica riguardante le cause della perdita dello stato di benessere psico-fisico della persona umana e i rimedi per il recupero di tale stato;

o)      promuovere, sostenere e realizzare iniziative atte a soddisfare le autentiche esigenze culturali non solo di religiosi, ma anche di giovani e di altre categorie sociali, ispirando la propria attività di servizio alla dottrina cristiana come è proposta dal Magistero della Chiesa Cattolica;

p)      promuovere, organizzare manifestazioni culturali, artistiche e ricreative, pellegrinaggi, spettacoli e concerti, viaggi di studio, incontri di carattere religioso e culturale in Italia e all’estero;

q)      avviare e gestire, direttamente o indirettamente case d’accoglienza e/o di spiritualità, finalizzate ad incontri di studio e di riflessione religiosa e spirituale e comunque iniziative nel settore ricettivo, turistico-alberghiero, dirette anche all’offerta di vitto e alloggio, soprattutto nelle aree del Paese in ritardo di sviluppo, sia per realizzare nuove unità produttive, sia per ampliare, ammodernare, ristrutturare, riconvertire, riattivare o trasferire unità già esistenti;

r)       coordinare, promuovere e sviluppare l’attività di enti aventi scopo affine, analogo e comunque connesso al proprio, fornendo agli stessi ogni tipo di assistenza morale, culturale e, ove ritenuto opportuno, economica;

s)       promuovere, anche tramite l’istituzione e la gestione, diretta o indiretta, di scuole di ogni ordine e grado, istituti post laurea, scuole di specializzazione e istituti di ricerca e cura, l’istruzione e la formazione spirituale, culturale e professionale di religiosi e della popolazione;

t)       collaborare con lo Stato e/o con enti pubblici e/o privati, ricevendo anche contributi dagli stessi enti per le finalità di cui ai superiori punti.

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Art. 6
Organi

Sono organi dell’Istituzione:

  • Il Presidente Onorario
  • Il Presidente
  • Il Consiglio di Amministrazione
  • Il Segretario Generale
  • Il Direttore Generale
  • Il Collegio dei Revisori dei conti